Conversa com Jany Brito

Jany Brito é uma mulher trabalhadora, mãe, educada, com sonhos e corre atrás dos seus objectivos. Uma mulher forte criada com mulheres fortes. Vive na ilha do Sal, mais precisamente na Palmeira. Hoje tive o prazer de conhece-la e de falar sobre a sua vida em Cabo Verde.

Aqui está o link:

https://open.spotify.com/episode/7IUt9URfR7MAugcxuSGZhF?si=foMYei7cSEWXI6WuFkq7JA&utm_source=copy-link

Ou senão podes ouvir aqui embaixo:

Jany Brito

Conversa com JESSICA LOPES

Conversa com Jessica Lopes

Jessica Lopes

Jessica: “ Mim é um meninha, já bem crescida, que sai de Cabo Verde por causa de estudos”.

Nesta entrevista Jessica conta-nos a sua vida de cabo-verdiana no estrangeiro (sonhos, projetos e dificuldades encontradas pela estrada).

Foi uma conversa muito agradável, sincera e suave!

Aqui está no Spotify: 👇👇👇

Parte 1

https://open.spotify.com/episode/6qTC00isdIWMsSV5oyACpl?si=DFD6ugpvRVGshgnuVTyxuA&utm_source=copy-link

Parte 2

https://open.spotify.com/episode/6qTC00isdIWMsSV5oyACpl?si=U3MBgfgtRbuo1fdzISOonQ&utm_source=copy-link

Conversa com Fatinha Lopes

Conversa com Fatinha Lopes: imigraçao e vida em Italia.

Podcast Frammentidiunacapoverdiana

No Spotify:

https://open.spotify.com/episode/0bclI4vqW4NgYMuZFWCMGC?si=fiUYNtK3QeCP9JrIZV-t0Q&utm_source=copy-link

Amilcar Cabral: una leggenda della liberazione Africana

Amilcar Cabral: una leggenda della liberazione africana.
Su BBC: Storia dei testimoni

La lotta africana contro il colonialismo portoghese e non solo.

“ABBIAMO UN CUORE, UNA MENTE E UNA STORIA”.

AMILCAR CABRAL

Amilcar Cabral

BBC: storia dei testimoni, Amilcar Cabral

https://www.bbc.co.uk/programmes/w3ct1x7l

https://www.publico.pt/2020/03/07/mundo/noticia/amilcar-cabral-segundo-maior-lider-mundial-bbc-1906813

Secondo la BBC, Amilcar Cabral è stato il secondo più grande leader mondiale davanti a Winston Churchill e tanti altri.

Vedi:

BBC world histories magazine

https://www.historyextra.com/magazine/who-greatest-leader-world-history/

“Cabral represented many of those important characteristics most sought after in a great leader. He was a man of the people, one who shared their concerns and who had faith in their ability to be the agents of change and the makers of history. He recognised that the problems faced by Portuguese Guinea and Cape Verde, the suffering caused as a result of Portugal’s oppressive colonial rule, had to be taken up for solution. Moreover, he recognised that it was only the people themselves who could solve these problems, that truly they were their own liberators. The great absence of leaders of his type in Africa, and in other continents, today only serve to make his life and work even more inspiring.”

Hakim Adi

“Cabral rappresentò molte di quelle caratteristiche importanti più ricercate in un grande leader. Era un uomo del popolo, uno che condivideva le loro preoccupazioni e che credeva nella loro capacità di essere gli agenti del cambiamento e gli artefici della storia. Riconobbe che i problemi affrontati dalla Guinea portoghese e da Capo Verde, le sofferenze causate dall’opprimente dominio coloniale del Portogallo, dovevano essere risolti. Inoltre, riconobbe che solo le persone stesse potevano risolvere questi problemi, che erano veramente i loro stessi liberatori. La grande assenza di leader del suo genere in Africa, e in altri continenti, oggi serve solo a rendere la sua vita e il suo lavoro ancora più stimolanti.”

Hakim Adi

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Tè con Sandy e Mea: intervista con Marina, Cleo e Georgina!

Tè con Sandy e Mea:
Intervista con Marina, Cleo e Georgina!
Tra una chiacchierata e tante risate si scopre due mondi diversi collegati tra loro.
Buon ascolto a tutti.

Potete ascoltare i miei podcast su: Spotify, Anchor, Castbox e Google Podcast.

Su Spotify:

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Natale a Genova

Parte 1

Quest’anno Genova è la capitale europea del Natale! Vi racconto la città in questo periodo natalizio con delle foto scattate in alcuni quartieri.

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

I borghi della Liguria: Bogliasco

#Bogliasco #Liguria #Borghi

Bogliasco, il borgo di marinai

Bogliasco

Appena superato il Comune di Genova, verso la Riviera di Levante Ligure, ci immergiamo in un borgo di marinai fondato in epoca antica, Bogliasco!
Negli anni ’80 del XX secolo ci furono dei ritrovamenti archeologici risalenti al Paleolitico Medio e ci indicano i primi insediamenti in questo borgo.
Il patrono di Bogliasco è la Madonna del Carmine, venne celebrato il 16 luglio di ogni anno.
Mentre passaggi per Bogliasco, tra la brezza del mare e le case colorate, è possibile ammirare il ponte romanico costruito in epoca medievale.

Il piatto caratteristico di Bogliasco è Pansoti con la salsa di noci. Questi ultimi provenienti dalla valle del soprastante Monte Cordona.

Di solito la tradizionale sagra dei Pansoti si festeggia nei giorni 26, 27 e 28 luglio.

A Bogliasco ci sono tre edifici importanti dedicati alla Madonna:

  • Il Santuario di Nostra Signora delle Grazie (le prime fondamenta risalgono al secolo XVII);
  • Chiesa della Confraternita di Santa Chiara (1403);
  • Chiesa della Natività di Maria Santissima (XII secolo).
  • All’interno del borgo è stata dedicata una piazzetta alla pioniera dell’aviazione femminile italiana, Carina Massone Negrone (Bogliasco, 20 giugno 1911- Bogliasco, 19 marzo 1991);
  • Il video musicale “Shimbalaie” della cantautrice brasiliana Maria Gadù è stato girato a Bogliasco;
  • La squadra di calcio genovese Sampdoria si allena a Bogliasco, in località Poggio.
  • Bogliasco è noto anche per la pratica del Surf.
  • A Monte Cordona è possibile fare delle escursioni con un panorama mozzafiato tra il Mar Ligure e l’entroterra genovese;
  • I poeti della fondazione Bogliasco: una fondazione no profit americana, con sede a New York e sede operativa a Bogliasco.
Galleria foto

Alla scoperta del Sufismo: L’alba di un nuovo giorno

All’ingresso della Guesthouse c’era un enorme vassoio rotondo poggiato su corte gambe (a mo’ di tavolo marocchino), dove venivano poggiati i cibi. Prima di mangiare, il sale veniva offerto a ognuna di noi, un pizzico (serve per neutralizzare le energie negative eventualmente presenti nel cibo o nella sua preparazione); si faceva una Du’a ed alla fine del pasto si recitava la Surah Al-Fatihah. Quando il rituale preparatorio era concluso, una donna/una ragazza iniziava a distribuire il cibo e soltanto lei poteva farlo sino alla fine del pasto.

V

L’alba di un nuovo giorno

Foto di kangbch da Pixabay

La mattina dopo mi svegliai per il Fajr; erano le nove, mi vergognavo del mio comportamento e non sapevo se scendere o restare lì. Presi coraggio, scesi le scale e la prima persona che vidi fu lei. Era seduta in questa piccola poltrona davanti all’ingresso della cucina e diede il benvenuto ancora, urlando il mio nome e dicendo: “Ecco una sorella che viene dall’Italia!”.

Scimmiottò il mio nome, Araci, Arachidi, ecc.. ( nel sufismo, quando entri nella tariqah, una delle prime cose che viene cambiato è il nome e si prende il Bayyat* dal maestro, giurando fedeltà al maestro, al profeta Muhammad (s.a.w.s) e il maestro ti offre la sua protezione).

Quella mattina conobbi una donna italiana; lei vive in Inghilterra, è sposata, madre di tre figli e suo marito ha una seconda moglie, con altri figli. Vivono tutti nella stessa casa: i figli hanno due madri, amate esattamente con la stessa intensità; le due donne sono come due sorelle (l’ho potuto constatare nel tempo), un’amore incondizionato. Questa donna mi fu amica/compagna per tutto il tempo che trascorsi lì.

Mi offrirono un tè caldo con dei biscotti e fu mandata subito in cucina a lavorare. Dovevamo preparare la colazione, perché in quella casa la colazione vera e propria è un misto di zuppe, cibi, salse, yogurt, pane, tè, caffè; ogni mattina viene preparato un piatto tipico di un paese. Non puoi lasciare niente nel piato e sei costretta a mangiare tutto; una sofferenza alle dieci del mattino, per chi non è abituato.

Per me fu una prova; il cibo è stato sempre un mio problema. Mangio poco e se non so come viene preparato rifiuto di mangiarlo; quando vedo tante verdure il mio cuore diventa verde di rabbia. Riuscii a mangiare tutto, anche perché sapevo delle regole e non volevo entrare in conflitto con nessuna delle donne che ogni mattina preparava la nostra colazione.

All’ingresso della Guesthouse c’era un enorme vassoio rotondo poggiato su corte gambe (a mo’ di tavolo marocchino), dove venivano poggiati i cibi. Prima di mangiare, il sale veniva offerto a ognuna di noi, un pizzico (serve per neutralizzare le energie negative eventualmente presenti nel cibo o nella sua preparazione); si faceva una Du’a ed alla fine del pasto si recitava la Surah Al-Fatihah. Quando il rituale preparatorio era concluso, una donna/una ragazza iniziava a distribuire il cibo e soltanto lei poteva farlo sino alla fine del pasto.

Finita la colazione pulii la piccola Moschea all’interno della Guesthouse a fondo con un’aspirapolvere antidiluviano degli anni sessanta e lavai i piati in cucina. Niente contestazioni e solo lavoro fino alla preghiera Dhur (quella del mezzogiorno). Il lavoro più pesante e a prova di Ego era pulire le decine di pentoloni, grossi contenitori e vassoi per terra (quante ne ho lavati!).

Il lavoro di pulizia per le donne e il lavoro nei campi per gli uomini, soprattutto per i nuovi e giovani murid*, uno strumento di insegnamento: imparare a servire il prossimo e “sottomettere” l’Ego; quando pulisci fuori, inevitabilmente pulisci dentro; crei spazio aperto.

*Bayyat: la promessa del discepolo e la benedizione del maestro. Così inizia il cammino del discepolo nella via Sufi.

*Murid: discepolo

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Alla scoperta del Sufismo:   Le Origini delle Turuq e la Tariqah Naqasbandiyyah

Le Turuq

Il VI secolo dell’Egira (XX secolo dell’era Cristiana) assistè all’organizzazione del sufismo.  In quel secolo “comparvero” i primi grandi  ordini perché, spontaneamente, alcuni novizi si riunivano attorno a un maestro per ascoltare le sue storie, consigli, barzellette, ecc.

La Tariqah Naqsbandi/ Naqsbandiyyah

Il termine Naqsbandi è formato da due parole: Naqs che significa il disegno e Bandi, cioè coloro che lo eseguono. Dunque Naqsbandi in poche parole significa disegnatori, progettisti. E cosa progetta o disegna il maestro, il passato o il futuro? Progetta il futuro, perché il passato è ormai tracciato e bisogna dimenticarlo.

La tariqah naqsbandi e le altre 39 confraternite sufi nascano da una solo fonte, dall’eredità spirituale del profeta Muhammad (S.a.w.s- La pace e la benedizione su di lui). La tariqah vanta da una discendenza da Abu Bakr as-siddiq, che era il vicario del profeta. Infatti il profeta disse:

“Abu Bakr non è a voi superiore in virtù delle sue preghiere o dei suoi digiuni, ma in virtù di un segreto radicato nel profondo del suo cuore”.

Nel sufismo si parla della catena di trasmissione (silsila) che risale direttamente al Profeta, in cui a un Wali (amico di Dio o un santo) vengono trasmesso degli insegnamenti che appartengono a quella confraternita , segreti dell’universo, ecc. nel suo cuore, con il permesso divino e la volontà del Profeta.

La confraternita Naqsbandi prende nome da Shaykh Bahauddin Naqsbandi ( Imamu-t- Tariqa wa Ghawthu-l-Khaliqa Khwaja Muhammad Shah Bahauddin Naqsband ul- Uwaysi al-Bukhari), il significato del suo nome, quindi, è colui che ricama su stoffa o il disegnatore.

In questa confraternita è molto importante la pratica del Dhikr (il ricordo, la menzione del nome di Allah), gli shaykh infatti “iniziano” i loro discepoli nella via con la costante ripetizione del nome di Allah ( i 99 nomi di Allah) e la formula : La ilaha illa Allah (Non c’è altro Dio che Dio). Ricordare Dio, ricordi te stesso; affermare che non c’è altro Dio che Dio, che esiste solo un Dio. Sono tutti metodi iniziatici importanti per il novizio nella via.

L’ordine Naqsbandi è chiamato anche “ordine madre” e ordine dei Kwajagan, cioè, i guardiani della tradizione nel corso della storia.

La confraternita è conosciuta per la pratica del dihkr silenzioso, a differenze, delle altre, nel tempo ha introdotto anche lo dihkr  e la Hadrah (presenza) di gruppo.

Il Hadrah consiste nella ripetizione dei nomi di Dio, di altre forme come “Hu, Hu”  (Egli). I partecipanti in cerchio si piegano in avanti durante l’espirazione e in posizione dritta con l’inspirazione. Il hadrah è diretto da uno shaykh o dai suoi rappresentati e la durata del Hadrah può arrivare anche delle ore.

Nella Tariqah Naqsbandi ci sono 11 regole, vengono chiamati anche “segreti”:

  • Consapevolezza del respiro (“Hosh dar dam”), la respirazione è un elemento fondamentale negli esercizi tanto individuali che di gruppo;
  • Osservare i propri passi (“Nazar bar qadam”), sorvegliare i propri passi, essere attenti ai momenti e alle occasioni giuste per l’azione e per l’inazione;
  • Viaggio interiore (“Safar dar watân”), viaggiare in patria, l’interiorità.
  • Solitudine nella folla (“Khalwat dar anjumân”), soli nella folla- la capacità di prendere le distanze da una situazione irritante, disturbante, confusa o troppo frenetica.
  • Vigilanza (“Neegar Dashtan”), la vigilanza è l’attenzione costantemente rivolta alle persone, ai luoghi, a tutto quello che ci è intorno;
  • Tenere nella memoria (“Yad Dashtan”), Tenere nella memoria, Sentire l’essere e il corpo. Tenere nella memoria è un esercizio per ricordare il nostro essere e esperienze; Sentire l’essere e il corpo serve a tenere nella memoria le situazioni positive per farne un uso utile.
  • Esercizi di memoria (“Yad Kardan”), Ricordarsi e ricordare gli esercizi.
  • Restrizione (“Baaz Gasht”), Per restrizione si intendono i vari modi di imporsi un’ autodisciplina.
  • Fermare il tempo (“Ufuki Zamani”), E’ una sospensione del pensiero condizionato, non un arresto della mente.
  • Fermare mediante i numeri (“Ukufi Adadi”), E’ un esercizio interiore basato sui numeri, fondato sul sistema Abjad (indica il valore numerico delle lettere dell’alfabeto arabo; ogni lettera corrisponde a un numero, un numero rappresenta una lettera e viceversa)- l’enneagramma (http://www.analisigrafologica.it/hal.php?idt=escopo ).
  • Fermare il cuore (“Ukufi Qalbi”), Non è l’arresto fisico del cuore. Significa usare il concetto “cuore” per armonizzare amore e dovere nello stesso luogo e nello stesso momento.Il cuore è a disposizione del Maestro, che farà con esso ciò che è necessario.

Dunque i maestri sufi hanno stabilito che ogni carattere dell’essere umano è influenzato da quattro fattori principali: la lussuria, l’ego (nafs), l’attaccamento a questo mondo materiale e i bisbigli di satana (Shaytan).

La sede/ centro della Tariqah Naqsbandi rimane a Cipro, Lefke.

Lefke è una città che rimane nella parte settentrionale di Cipro nel distretto di Nicosia, È situata nei pressi dell’antica città di Soli; dal 1974, a seguito dell’occupazione turca, fa parte della Repubblica Turca di Cipro del Nord. Lefke è la residenza del Shaykh Muhammad Nazim al-Haqqani ar-Rabbani an-Naqsbandi.

Molti di noi, murid, chiamiamo Shaykh Nazim al-Haqqani, Mawlana (significa il mio maestro).

L’albero genealogico della Tariqah Naqsbandiyyah

tariqah-naqsbandi
Albero genealogico della Tariqah Naqsbandyyah
  • Saiyyidina wa Mawlana Muhammad (S.A.’a.s.)
  • Saiyyidina Abu Bakr as- Siddiq Khalifatu Rasulullah
  • Salman al-Farsi
  • Qasim bin Muhammad bin Abu-Bakr as-Siddiq
  • Al-Imam ja’far as-Sadiq bin Imam Muhammad al-Baqir
  • Sultanu-l-‘Arifin Abu Yasid Tayfur al-Bistami
  • Abu-l-Hassan al-Kharqani
  • Abu ‘Ali al Farmadi at-Tusi
  • Khwaja Abu Ya’qub Yusuf al- Hamadani
  • Abu-l- ‘Abbas Saiyyidina-l-Kidr (‘a.s)
  • Khwaja Kwajagan ‘Abdul Khaliq al-Ghujdawani Imanu-l-khatm
  • Khwaja ‘arif ar-Riwakari
  • Khwaja Mahmud Faghnawi
  • Kwaja ‘Azizan ‘Ali ar-Rimitani
  • Khwaja Muhammad Baba Sammasi
  • Khaja Sayyad Amir Kulal
  • Imanu-t- Tariqa wa Ghwthu-l-Khaliqa Khwaja Muhammad Shah Bahauddin Naqsband ul-Uwaysi al-Bukhari
  • Khwaja ‘Alauddin ad-Attar al-Bukhari
  • Khwaja ya ‘Qub al-Charkhi
  • Hadrat Ihsan Khwaja ‘Ubaidullah al-Ahrar
  • Sayyidina as-Shaykh Muhammad az-Zahid
  • Saiyyidina sh-Shaykh Darwish Muhammad
  • Khwaja Muhammad kil al- ‘Amkanaghi as-Samarqandi
  • Saiyyidina sh-shaykh Muhammad Baqi-billah as-Simaqi
  • Imam Rabbani Ahmad Faruqi Sirhindi Mujaddidu Alfi Thani
  • Saiyyidina sh-Shaykh Muhammad Ma’sum bin Imam Ahmad Sirhindi
  • Saiyyidina sh-Shaykh Sayfuddin ‘Arif bin Muhammad Ma’sum
  • Saiyyidina sh-Shaykh as-sayyid Nur Muhammad al-Badayuni
  • Saiyyidina sh-Shaykh Shamsuddin Habibullah
  • Saiyyidina sh-Shaykh ‘Abdullah ad-Dihlawi
  • Saiyyidina sh- Shaykh Diyauddin Khalid al-Baghdadi al-Uthamani
  • Saiyyidina sh-shaykh Isma’il ash-Shirwani
  • Saiyyidina sh-Shaykh Khas Muhammad ad-Daghistani
  • Saiyyidina sh-Shaykh Muhammad Effendi al-yaraghi ad-Daghistani
  • Saiyyidna sh-Shaykh Sayyed Jamaluddin al-Ghumuqi al-Hussaini
  • Saiyyidina sh-Shaykh Abu Ahmad as-Sughuri ad-Daghistani
  • Saiyyidina sh-Shaykh Abu Muhammad al-Madani
  • Saiyyidina sh-Shaykh Sayyid Sharafuddin ad-Daghistani
  • Sultanu-l- Awliya’ Mawlana ‘Abdallah al-Fa’id ad-Daghistani
  • Shaykh Muhammad Nazim al-Haqqani ar-Rabbani an-Naqsbandi

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